Piano Juncker, Italia al top per progetti finanziati

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Piano Juncker, Italia al top per progetti finanziati

Jean Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea

Il Piano Juncker, strumento finanziario attivato dall’esecutivo comunitario e fortemente voluto dal Presidente della Commissione UE, ha l’obiettivo di ovviare alla cronica assenza di mezzi finanziari da impiegare per nuovi investimenti che affligge molti Paesi europei.

Tale manovra prevede la creazione di un Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS) e il coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti (BEI): nel corso dei tre anni di validità del Piano il capitale iniziale di 21 miliardi di euro, ripartito tra garanzie e obbligazioni iscritte nel bilancio UE per 16 miliardi e 5 miliardi cash dalla BEI, secondo le aspettative della Commissione Europea dovrebbe mobilitare un indotto complessivo di 315 miliardi di euro in  investimenti tramite un effetto moltiplicatore, ovvero un valore aggiunto generato dalla partecipazione dei privati ai progetti garantiti dallo strumento europeo.

Il Piano si basa su accordi con intermediari finanziari finalizzati a rimuovere l’ostacolo del rischio d’investimento consentendo alle imprese di attrarre capitali privati; negli elenchi delle aziende che hanno stipulato accordi con la BEI ci sono società di leasing, Banche di credito Cooperativo, Casse di Risparmio, Banche popolari, fondi di investimento ma anche il Fondo di Garanzia – gestito dal MedioCredito Centrale – e la Cassa depositi e prestiti – società per azioni finanziaria controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – che assegna alle diverse iniziative italiane 8 miliardi di euro.

I punti di forza del Piano Juncker sono l’assoluta libertà garantita agli Stati membri, che possono contribuire con risorse proprie senza sottostare ad alcun obbligo comunitario, ma soprattutto l’assunzione da parte del FEIS dei rischi più importanti collegati all’avvio dei progetti: questa copertura del rischio facilita e incentiva notevolmente l’ingresso di investitori privati nei progetti, in quanto il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici si fa carico delle garanzie e accetta di essere l’ultimo creditore da rimborsare.

A un anno dall’attivazione del Piano sono stati mobilitati in tutto il territorio dell’Unione Europea 107 dei 315 miliardi di euro previsti per il triennio 2015-2017 grazie all’impegno del FEIS e agli accordi della BEI.

Il programma di Juncker attualmente ha ottenuto risultati migliori di quelli previsti, non solo in termini di richieste di adesioni ma anche in termini di posti di lavoro generati, e proprio sull’onda di questo successo è al vaglio una probabile dilazione della scadenza dello strumento finanziario oltre il 2017.

Italia, 29 progetti mobiliteranno circa 12 miliardi di euro

In Italia questi risultati sono stati anche migliori.

Accordi stipulati grazie al Piano Juncker nell'Unione Europea divisi per Paese. L'Italia, con i suoi 29 progetti firmati, risulta in testa alla classifica.

Accordi stipulati grazie al Piano Juncker nell’Unione Europea divisi per Paese. L’Italia, con i suoi 29 progetti firmati, risulta in testa alla classifica.

A distanza di un anno dall’apertura del progetto, il nostro Paese risulta in testa alla classifica dei Paesi che hanno beneficiato dell’introduzione del Piano Juncker, con investimenti attivati per un totale di 1,7 miliardi di euro, che hanno coinvolto in totale 29 disegni di investimento tra accordi di finanziamento a favore delle Piccole e Medie Imprese e piani strategici di lungo termine. Grazie all’effetto leva generato dalle garanzie europee sono stati messi in moto circa 12 miliardi di risorse provenienti dal settore privato, assicurando l’avvio di operazioni che, senza l’avallo dell’UE, non sarebbero state possibili.

Il sistema di garanzie del Piano ha prodotto quindi un afflusso di liquidità oltre ogni aspettativa, e le PMI in primis hanno beneficiato di tale operazione attraverso la stipula di 21 intese a loro favore: le aziende beneficiarie, per la maggior parte imprese con difficoltà di accesso al credito bancario, sono state sostenute grazie a emissioni di minibond e di prestiti a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato.

Feis per PMI e MidCap

Feis per PMI e MidCap

 

Preleva la scheda del Piano Juncker sui progetti in Italia pubblicata dal MEF

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