Strategia Energetica Nazionale 2017 e biometano

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Emergenza rifiuti in Puglia: il biometano è la soluzione

Al via il piano governativo per il nuovo sistema energetico nazionale

E’ stata da pochi giorni adottata la SEN – Strategia Energetica Nazionale 2017, il piano decennale del Governo italiano per gestire il cambiamento del sistema energetico.

Considerando che l’Italia ha raggiunto in anticipo gli obiettivi europei (è già al 17,5% di rinnovabili sui consumi complessivi), la Strategia si pone l’obiettivo, tra gli altri dichiarati, di rendere il sistema energetico nazionale più sostenibile, raggiungendo gli obiettivi ambientali e di de-carbonizzazione definiti a livello europeo, in linea con i futuri traguardi stabiliti nella COP21.

L’obiettivo di de-carbonizzare il sistema energetico passa anche attraverso l’aumento della quota di rinnovabili nei trasporti (21% nel 2030 rispetto al 6,4% del 2015) e la razionalizzazione del downstream petrolifero, con evoluzione verso le bioraffinerie e un uso crescente di biocarburanti sostenibili e del GNL nei trasporti pesanti e marittimi al posto dei derivati dal petrolio.

Il ruolo del biometano nella Strategia Energetica Nazionale

Proprio sul GNL (gas naturale liquefatto) vogliamo porre la nostra attenzione di Agenzia di Sviluppo. La Strategia governativa prevede un forte incremento dei punti vendita eroganti GNC dagli attuali 1.100 a 2.400 nel 2030, e dei punti vendita eroganti GNL dalle poche unità di oggi alle 800 del 2030.

Programmi che, unitamente alla forte incentivazione prevista dal nuovo decreto biometano, appena notificato alla Commissione europea, ci fanno intendere che la strada della de-carbonizzazione passerà dal biometano.

Già oggi, si legge nella SEN, il biometano può contare su un potenziale, valutato sulla base della produzione elettrica da biogas, di circa 2,5 miliardi di metri cubi, con un potenziale massimo teorico di crescita stimato al 2030 pari a 8 miliardi di metri cubi.

Alla modalità di calcolo di questo potenziale (2,7 miliardi da colture agricole dedicate per 400mila ettari – 3% della SAU, 2,7 da scarti agricoli – il 50% degli scarti agricoli totali, 2,7 da colture di integrazione – 600mila ettari – 16% della SAU), va aggiunta la capacità produttiva derivante dall’utilizzo della frazione umida del rifiuto urbano, stimabile in almeno altri 5 miliardi di metri cubi annui. Se i numeri sono questi, il fabbisogno di impianti è di oltre 1.000 unità (calcolando una capacità produttiva media di 1.000-1.500 NMc/h).

Il ruolo dell’Agenzia di Sviluppo Mendelsohn nello sviluppo di impianti per la produzione di biometano

Le domande che sorgono spontanee sono: ci sono gli imprenditori pronti a realizzare questi impianti per la produzione di biometano? Esistono le tecnologie adeguate per un funzionamento in continuo degli impianti di 8.000 ore annue? Esistono le risorse finanziarie pubbliche o private per sostenere gli investimenti (10-12 milioni di euro ad impianto)?

Un’Agenzia di sviluppo deve necessariamente aiutare tutti gli stakeholder che operano nel settore a rispondere a queste domande, individuando gli imprenditori (che ci sono), le tecnologie adeguate (che ci sono), i finanziamenti disponibili (che ci sono).

Un’Agenzia di sviluppo è una vera e propria cabina di regia privata al servizio di questa nuova filiera produttiva industriale 4.0, e consentirà nei prossimi anni la realizzazione di numerosi impianti per la produzione di biometano da rifiuti agricoli, industriali e urbani. Rifiuti che alimenteranno le nostre auto.

Gli esperti dell'Agenzia di Sviluppo Mendelsohn sono a tua disposizione per avviare progetti di investimento nella produzione di biometano

OK INIZIAMO
di | 2018-02-28T06:58:40+00:00 13 novembre 2017|Categories: AMBIENTE, Primo Piano|Tags: , , , , , |0 Commenti

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