Industria 4.0: approvata la mini-proroga per l’iperammortamento

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La proroga sottolinea il grande successo dell’iperammortamento previsto dal piano Calenda per Industria 4.0

Il D.L. 91/2017 in vigore dal 21 giugno ha concesso una mini proroga per l’incentivo fiscale dell’iperammortamento, dal 30 giugno 2018 al 31 luglio dello stesso anno, per la consegna dei beni funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi in ottica Industria 4.0. Tale soluzione è stata individuata al fine di favorire le imprese che intendono investire in macchinari e processi di innovazione tecnologica utilizzando questa importante agevolazione dopo un confronto tecnico tra le associazioni dei produttori e del Ministero dello Sviluppo Economico, resosi necessario considerati gli effetti dirompenti delle misure introdotte.

Il successo riscontrato dall’agevolazione fiscale ha difatti superato le stime di produttori e governo, generando nei primi mesi del 2017 un aumento degli ordini di macchinari del 13% rispetto allo stesso periodo del 2016 (incremento che raggiunge il 22% per le macchine utensili); l’ incremento ha allungato i tempi di consegna dei fornitori e ad oggi molte aziende pronte a investire rischiano di sentirsi rispondere che il bene strumentale richiesto non sarà disponibile entro giugno 2018 – e quindi entro la deadline originariamente prevista per beneficiare dell’agevolazione.

Le novità della proroga

I bonus ammortamenti prima della proroga riguardavano gli investimenti realizzati fino al 30 giugno 2018; adesso il limite resta valido per il superammortamento al 140%, mentre per l’iperammortamento il nuovo limite entro cui realizzare l’investimento è il 31 luglio 2018, purché:

  • L’ordine risulti accettato dal venditore entro e non oltre il 31 dicembre 2017 e
  • Sia stato pagato entro la stessa data un acconto in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione del bene strumentale.

Cos’è l’iperammortamento?

L’iperammortamento è una supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione di un’impresa in chiave 4.0; in altre parole, il costo di acquisizione di un bene contenuto nell’allegato A alla legge di Bilancio 2017 – Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0» – viene maggiorato in via extracontabile ai fini della determinazione delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing deducibili dalle imposte sui redditi.

Per esempio, il risparmio di imposta per un investimento pari a un milione di euro è pari a € 600.000.

Quale futuro per la manovra?

In sede di conversione parlamentare del D.L. è atteso un secondo intervento, che sposterebbe la scadenza almeno fino al 30 settembre 2018, così come potrebbe slittare anche la data di accettazione dell’ordine da parte del venditore. Prolungare anche questo secondo termine darebbe respiro soprattutto ai fornitori di piccole-medie dimensioni, in affanno sulle consegne.

Non si esclude però un’estensione a tutto il 2018 della manovra che, secondo i calcoli del MEF, richiederebbe una copertura di 110 milioni annui per cinque anni.

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