Il Rinascimento italiano ricomincia dai robot

N. ScarabaggioINNOVAZIONE, NEWSLeave a Comment

Macchine utensili e robot, in Italia è boom

L’Italia è il paese con il più alto tasso di crescita a livello mondiale per il mercato interno di macchine utensili e robot (+86,2%)

Si può proprio dire che è in atto un nuovo Rinascimento italiano che si manifesta nelle arti industriali e nelle tecnologie per l’innovazione. E a dare la stura a questa rinascita, come dichiara Massimo Carboniero, presidente UCIMU (l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari) sono super e iperammortamento, nuova Legge Sabatini e detrazione fiscale per spese in Ricerca e Sviluppo.

Lo dimostrano i dati degli ordini di macchine utensili del 2017 che, nel quarto trimestre, ha registrato un incremento del 21,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In valore assoluto l’indice si è attestato a 162 (base 100 nel 2010).

Come si legge nel comunicato stampa dell’UCIMU: “Il risultato complessivo è stato determinato sia dal positivo riscontro degli ordinativi esteri, ma principalmente dall’ottimo risultato raccolto dai costruttori  italiani sul mercato interno.

In particolare, gli ordini esteri sono cresciuti del 6,2% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2016. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 138,4.

Sul fronte interno, i costruttori italiani di macchine utensili hanno registrato un incremento della raccolta ordini dell’86,2% rispetto al quarto trimestre del 2016. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 285,4.

Su base annua, l’indice totale ha registrato un incremento rispetto al 2016, del 13,7%. Gli ordini esteri sono cresciuti del 4,7% a totale recupero dell’arretramento registrato l’anno scorso. Gli ordini interni hanno registrato un incremento del 45,9% a dimostrazione della grande propensione a investire del mercato italiano.

“L’andamento della raccolta ordini del 2017 – ha affermato Massimo Carboniero, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE – documenta due fenomeni decisamente positivi per il manifatturiero: da una parte, l’indice rileva la ripresa delle commesse oltreconfine il cui risultato, nel 2016, era stato invece deludente; dall’altra registra l’ottima performance degli investimenti in sistemi di produzione nel nostro paese ove gli utilizzatori, con un ritmo crescente nel corso del 2017, hanno acquisito tecnologia di ultima generazione per le proprie aziende”.

Calenda: dati UCIMU dimostrano importanza di rendere strutturale il piano Impresa 4.0

“Con riferimento al mercato interno – ha continuato Massimo Carboniero– è evidente l’impatto che i provvedimenti contenuti nel piano Industria 4.0, e in particolare Super e Iper ammortamento, hanno avuto sull’andamento delle vendite e sulla raccolta degli ordinativi. Nel caso poi dell’ultima rilevazione (relativa al periodo ottobre-dicembre 2017) gli ordinativi raccolti avranno riflesso diretto sul PIL del 2018 che, anche grazie alle nuove misure previste dalle autorità di governo, si annuncia come un anno decisamente positivo”.

“La conferma dei due incentivi principe del programma governativo Industria 4.0, super e iperammortamento, anche nel piano Impresa 4.0, inserito nella Legge di Bilancio 2018, sebbene con quel piccolo ritocco al super (il cui coefficiente di incentivo passa dal 140% al 130%), è la testimonianza che le autorità di governo hanno ben valutato la portata dell’azione avviata da un anno, comprendendo con ciò che la brusca e repentina interruzione sarebbe stata decisamente deleteria per tutto il sistema”.

Adesso tocca ai giovani: è il momento della formazione in chiave Industria 4.0

“D’altra parte il processo di svecchiamento degli impianti e di aggiornamento in chiave digitale degli stessi è solo all’inizio e non può prescindere dal ruolo attivo e centrale che avranno “gli uomini” nella prossima fase di utilizzo in modo diffuso e capillare delle tecnologie digitali e interconnesse, all’interno delle fabbriche”.

La formazione dei giovani in chiave industria 4.0, anche attraverso percorsi scolastici alternativi all’università, come per esempio attraverso gli istituti tecnici superiori (ITS), così come la formazione continua di chi è già impiegato in azienda sono oggi elementi imprescindibili per assicurare futuro alle imprese, che hanno bisogno di personale capace di programmare e gestire le macchine 4.0 e i processi digitalizzati, anche nell’ottica dell’aumento dell’occupazione giovanile”.

“Per questa ragione, la decisione delle nostre autorità di prevedere un intervento specifico in materia di formazione  è, senza ogni dubbio, la risposta più puntuale e adatta che potesse essere prevista a completamento degli incentivi di super, iper e Nuova Legge Sabatini”.

“Occorre però rilevare – ha affermato Carboniero – che il provvedimento relativo alla formazione e all’aggiornamento del personale in chiave Industria 4.0, così come previsto, rischia di risultare non pienamente efficace per due ragioni di ordine differente. Da una parte, perché subordinato all’attivazione attraverso contratti collettivi nazionali o territoriali, procedimento che potrebbe risultare di ostacolo a quelle PMI che non hanno una rappresentanza sindacale all’interno della loro organizzazione. Dall’altra, perché il credito di imposta previsto per le spese sostenute dalle imprese che investono in formazione 4.0 è applicabile alle sole ore di lavoro del personale coinvolto nell’attività. È pertanto esclusa tutta la parte relativa al costo, chiaramente rilevante, dei docenti esterni con il rischio che la scelta dei formatori possa essere condizionata più dal prezzo che dal valore del servizio offerto”.

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