Approvato accordo di programma per area di crisi complessa di Taranto

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Approvato il PRRI di Taranto, 30 milioni di euro per nuovi investimenti

Accordo di programma area di crisi complessa di Taranto, 30 milioni di euro per promuovere nuovi investimenti produttivi

La giunta regionale ha approvato l’accordo di programma del Progetto di riconversione e riqualificazione dell’area di crisi complessa (PRRI) di Taranto. Si tratta di 30 milioni di euro per favorire il rilancio del territorio attraverso la promozione di nuovi investimenti produttivi, la riqualificazione delle attività lavorative esistenti e la rioccupazione del personale espulso dal mercato del lavoro.

Le aree di crisi industriale complessa sono quelle zone che versano in stato di grave recessione economica e con problemi occupazionali di rilevanza nazionale

L’area di crisi complessa dell’accordo di programma coincide con i confini dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale di Taranto, comprendendo i comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Montemesola e Massafra. Lo ha reso noto l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, al termine della riunione della giunta regionale.
“Le gravi condizioni occupazionali e ambientali e la crisi del comparto produttivo siderurgico che ha colpito sia i lavoratori diretti dell’Ilva che i quasi 7.000 dell’indotto – ha dichiarato l’assessore Mazzarano – hanno reso urgente questo intervento normativo straordinario con l’obiettivo di ottenere effetti diretti sullo sviluppo e sull’occupazione dell’area tarantina”.

Sarà Invitalia, uno dei principali sottoscrittori dell’accordo di programma, a gestire le agevolazioni nazionali previste per l’attuazione del PRRI

I principali sottoscrittori dell’accordo di programma insieme con la Regione Puglia sono il ministero dello Sviluppo Economico ed Invitalia Spa con i compiti, quest’ultima, di fornire assistenza tecnica al gruppo di coordinamento e controllo, di coordinare l’attuazione del PRRI, di gestire l’intervento agevolativo nazionale e gli strumenti agevolativi operativi nell’area sulla base delle proprie competenze.

Agevolazioni solo per iniziative industriali che creano lavoro e rispettano ambiente e salute

Ogni intervento verrà selezionato attraverso avviso pubblico e l’assegnazione di un punteggio che premierà le proposte e le iniziative che avranno come elemento distintivo quello dell’incremento occupazionale e che saranno rispettosi dell’ambiente e e della salute. Vale la pena sottolinerare che questo intervento si aggiunge a quelli messi in campo dalla Regione Puglia, che sono a sportello e quindi aperti, elevando notevolmente  il limite dei 30 milioni del contributo nazionale. Tali misure sono coordinate dalla sezione Competitività e ricerca dei sistemi produttivi dell’assessorato e gestiti dalla società regionale in house Puglia Sviluppo con procedure ben collaudate  e molto rapide.
“L’anima dell’intervento è la questione occupazionale – ha spiegato Mazzarano – e in tal senso si è proceduto, in fase di caratterizzazione della proposta, a qualificare i contenuti  e l’impatto sia sul sistema di selezione delle iniziative da agevolare che in fase di attuazione delle iniziative agevolate circoscrivendo preventivamente il bacino di riferimento dei lavoratori da rioccupare nei disoccupati residenti nei comuni dell’area di crisi o di quelli che abbiano avuto come ultimo luogo di lavoro una attività imprenditoriale presente nell’area di crisi”.
Tra gli altri criteri considerati prioritari dalla Regione Puglia, affinchè lo strumento del PRRI consegua i risultati sperati, c’è quello del “fattore tempo”.
“Per favorire investimenti che possano essere cantierizzati il più presto possibile – ha aggiunto l’assessore Mazzarano – abbiamo scelto di premiare gli interventi che prevedono l’utilizzo di edifici già esistenti e nella disponibilità dell’Autorità Portuale e del consorzio Asi di Taranto, perseguendo così il triplice obiettivo di promuovere interventi rapidi, di riutilizzare strutture esistenti ed infine – ha concluso Mazzarano – di evitare investimenti ad occupazione del territorio”.

Fonte: Regione Puglia

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