Sotto scacco non sbagliare

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Sotto scacco non sbagliare

Nel difficile cammino verso la ripresa economica si susseguono continuamente messaggi ora pessimistici ora ottimistici su quanto sta succedendo nel mondo della finanza mondiale, sulle scelte della UE, sulle difficoltà oggettive che incontrano le banche nello svolgimento del loro fondamentale compito di sostenere gli investimenti delle imprese e l’inevitabile conseguente stretta creditizia, su quanto sta facendo o potrebbe fare il Governo per stimolare canali alternativi a quelli tradizionali e, per così dire, “bancocentrici”.

In questo tam tam mediatico il disorientamento e la solitudine delle imprese cresce in modo smisurato rendendo sempre più difficili e critiche le scelte da fare per soddisfare le esigenze finanziarie delle attività imprenditoriali.

In generale gli errori nella gestione finanziaria dell’impresa si pagano molto cari ma mai come in tempi di crisi, in cui una scelta poco oculata può pregiudicare la vita stessa dell’impresa. E’ come in una partita a scacchi, una mossa normalmente si può sbagliare ma se si è sotto scacco MOSSE SBAGLIATE SONO LETALI.

Sotto lo scacco della crisi chi è nella cabina di regia dell’impresa ha bisogno di dare SEMPRE il meglio di sé. Per farlo non ha che il proprio coraggio, la propria disponibilità a mettersi in discussione per scegliere l’approccio più razionale e sicuro per affrontare e risolvere al meglio il problema del fabbisogno finanziario dell’impresa e, se è proprio inevitabile, capire prima possibile se non c’è speranza e occorre guidare l’impresa verso una fine non “dolorosa”.

Il momento che attraversiamo pone le imprese di fronte al bivio: SALVATAGGIO o CRESCITA. Occorre capire prima di tutto in quale di questi due stati è l’impresa. Qual è il quadrante di riferimento?
Subito dopo aver risposto a questa domanda, occorre individuare le esigenze finanziarie relative al percorso da compiere su vari fronti come quello della liquidità, degli investimenti, dei rapporti con le banche.

L’individuazione del fabbisogno finanziario prioritario per lo stato dell’impresa è un momento fondamentale per selezionare gli strumenti e le azioni compatibili con la situazione finanziaria di riferimento.

Minibond, cambiali finanziarie, banca europea degli investimenti (B.E.I.), fondo di garanzia, bandi UE con finanziamento al 100%, bandi regionali, ristrutturazione del debito del 50%, consolidamento debiti a medio e lungo termine, recupero somme da banche, fondi strutturali UE, vendita fatture, vendita debito… Questo è solo un breve elenco degli strumenti disponibili oltre la banca per soddisfare le esigenze finanziare dell’impresa.

E’ una scelta complessa, articolata e impegnativa che richiede:
– piena conoscenza dell’universo delle misure e degli interventi possibili, degli ambiti di applicazione, delle competenze necessarie per una effettiva e proficua attuazione;
– disponibilità alla massima trasparenza abbandonando lo schema consueto di molti imprenditori italiani che considerano la loro impresa una specie di cattedrale inviolabile e sono riluttanti a rendere pubblici bilanci e report sullo stato aziendale, come richiesto specificatamente da alcuni strumenti di finanziamento;
– infine una parola, ripetuta all’infinito: FIDUCIA – FIDUCIA – FIDUCIA perché nessuno si salva o cresce se non accetta una mano.

E’ il momento di agire. Non di aspettare. Non mettiamoci in una lista d’attesa senza via di uscita. Cerchiamo strade alternative, percorriamo le vie della ripresa.

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