Puglia, terra di opportunità e sviluppo per le imprese

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Puglia, terra di opportunità e sviluppo per le imprese

Come abbiamo scritto in precedenza, le imprese pugliesi continuano a candidare progetti per le varie misure di finanziamento ed agevolazione disponibili. La Regione ne prende atto e, proprio in questi giorni, ha comunicato che “In ragione della continua ricezione di istanze di accesso sugli strumenti di agevolazione Contratti di Programma, PIA Piccole e Medie Imprese, PIA Turismo, Titolo II – Capo III e Titolo II Turismo – Capo VI, la Regione Puglia provvede alla costante implementazione delle dotazioni finanziarie, in concomitanza con l’ammissione dei progetti istruiti. E’, pertanto, possibile continuare a presentare le istanze sugli strumenti predetti.

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La Puglia rafforza così il proprio posizionamento nel campo delle scelte localizzative che possono interessare sia le imprese di grandi dimensioni sia le PMI presentandosi, in questo momento, come il territorio ideale per le iniziative imprenditoriali che intendono accedere a un sistema di incentivazione ed agevolazione tra i migliori in assoluto in Italia.

Non solo, nel ricco forziere dei fondi disponibili per lo sviluppo delle imprese, come annuncia un articolo del Sole 24 Ore, la Puglia è ai primi posti in termini di opportunità e risorse disponibili. L’articolo in questione, delineando in sintesi la mappa degli incentivi regionali in palio per le imprese con i fondi europei della programmazione 2014-2020 cofinanziati da Stato e Regioni, afferma che esiste “un assegno superiore ai 2,2 miliardi di euro, messo sul piatto dalle Regioni per le imprese attraverso bonus e incentivi che per tutto il 2016 viaggeranno verso cinque destinazioni principali: start up, innovazione, ambiente, accesso al credito e internazionalizzazione per contribuire al rilancio del territorio. Con cinque regioni – Lombardia, Puglia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte – che tirano la volata e contribuiscono a circa il 70% della dotazione complessiva.

La Puglia emerge in particolare per le dotazioni riservate alle nuove imprese (54 milioni per i «Nidi» nuove iniziative di impresa) e alla tutela dell’ambiente (92 milioni).

Ma non è solo questa ricca dote di finanziamenti e incentivi a fare della Puglia la punta avanzata del Mezzogiorno d’Italia e un territorio ad alta attrattività per i nuovi investimenti. Come si legge in un altro recente articolo del Sole 24 Ore, in cui si commentano i dati relativi al PIL regionale, alle esportazioni e, in particolare, alla ricerca e all’innovazione che emergono in una ricerca elaborata da Svimez: “(…) la Puglia non è un deserto irrorato solo dalla spesa pubblica. La spesa pubblica, come in tutto il Paese e soprattutto nel Mezzogiorno, conserva proporzioni ingenti e resta uno degli elementi basilari del suo quadro economico, politico e sociale. È innegabile. Ma qui c’è un sistema produttivo – complesso e stratificato, variegato nella sua miscela di obsolescenza e innovazione, puntiforme nei suoi elementi di maggiore connessione al capitalismo globale – che nel suo complesso offre stabilità e proiezione verso il futuro.

In conclusione: il risultato della somma tra risorse finanziarie pubbliche e il sistema produttivo pugliese, con le sue ingenti risorse umane, scientifiche, infrastrutturali, energetiche, agricole, naturali e culturali, è una prospettiva di sviluppo che oltre ad incoraggiare e favorire gli investimenti delle imprese locali attira quelli di imprese esterne.

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