Creare liquidità con il Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo

Sei qui:/Creare liquidità con il Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo

Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo

Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo 2016

Forse non tutti sanno che…

già dal prossimo F24 è possibile portare in compensazione il credito di imposta pari al 50% dei costi sostenuti nell’anno 2016 per il personale interno addetto ad attività di ricerca.

Molte imprese hanno sostenuto importanti costi per studiare nuove soluzioni, innovare i propri prodotti o per studiare nuovi processi produttivi, ma non stanno utilizzando il credito spettante messo a disposizione dallo Stato (importo massimo 5 milioni di euro), perdendo anche i benefici di tipo fiscale previsti dalla legge, che aumenta il beneficio portandolo all’80%.

Mendelsohn con i propri esperti è in grado di:

  • portare alla luce tutti i costi occulti di ricerca e sviluppo che un’impresa ha sostenuto nel 2016
  • consentire la compensazione immediata fin dal prossimo F24
  • rendicontare i costi del personale e predisporre la documentazione di legge
  • validare il progetto di ricerca da parte di un Comitato tecnico scientifico composto da docenti universitari o produrre la perizia giurata sui costi sostenuti
  • assistere il vostro commercialista nella corretta stesura del bilancio 2016
  • vidimare il credito con revisore contabile che abbia i requisiti richiesti dalla legge
  • assistervi nei controlli

Credito d'imposta per Ricerca e Sviluppo (2016)
Contattaci per sapere a quanto ammonta il tuo credito d'imposta

CONTATTO

Nuovo Credito d’imposta per ricerca e sviluppo 2017 

Grandi novità con il credito d’imposta per ricerca e sviluppo: quadruplicato l’importo massimo annuale e raddoppiata la percentuale per tutti i tipi di investimento

Il nuovo credito d’imposta passa da 5 milioni a 20 milioni di euro massimi annuali (con una spesa minima di 30 mila euro) e la percentuale sale al 50% per tutti i tipi di investimento che le imprese adotteranno per i programmi di spesa finalizzati ad attività di ricerca e sviluppo.

La misura rientra nel piano varato dal Governo per spingere l’industria italiana all’innovazione e allo sviluppo tecnologico delle attività produttive secondo il paradigma Industria 4.0.

Credito d’imposta per ricerca e sviluppo: una grande opportunità per pagare meno tasse e creare liquidità per lo sviluppo e la crescita delle imprese

La novità approvata con la Legge di bilancio 2017 è di particolare importanza per quel che riguarda l’applicazione dell’aliquota unica del 50%: non c’è più la differenza tra le spese sostenute per i beni strumentali (25%) e il personale altamente qualificato (50%).
In questa sua nuova versione il credito d’imposta renderà più agevole il calcolo dell’ammortamento previsto per gli investimenti complessivi dell’impresa.

Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo al 50% si applica a:

  • assunzione di personale altamente qualificato impiegato nella ricerca;
  • quote di ammortamento acquisizione o utilizzazione strumenti e attrezzature;
  • contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up innovative;
  • competenze tecniche e privative industriali.

L’agevolazione del credito d’imposta al 50% riguarda quindi tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

L’ammortamento degli investimenti umani e strumentali in ricerca è sviluppo al 50% è automatica.

I beneficiari del Credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le tipologie di imprese, gli enti non commerciali, consorzi e reti d’impresa, a prescindere da dimensioni aziendali, forma giuridica e settore di attività.

Per poter richiedere il credito d’imposta per ricerca e sviluppo bisogna indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, nel quadro RU del modello Unico.

Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo può essere richiesto soltanto in compensazione, con la compilazione del modello F24, dal periodo d’imposta seguente a quello in cui sono state effettuate le spese in ricerca e sviluppo.

Resta valido il criterio incrementale ovvero il credito d’imposta ricerca e sviluppo è destinato alle spese in eccedenza, rispetto agli investimenti realizzati nei 3 periodi d’imposta precedenti, sostenute nel il periodo d’imposta agevolato.

Utilizzare il credito di imposta consente anche all’impresa di avere un vantaggio fiscale in bilancio, in quanto il credito (portato come contributo in conto esercizio) non viene tassato. Il beneficio complessivo pertanto è pari a circa l’80%. Senza considerare che il credito di imposta ricerca è cumulabile con qualunque aiuto di stato alla ricerca (bandi Ministeriali o regionali) che prevedano contributi a fondo perduto per le spese sostenute.

Cosa fa Mendelsohn per il nuovo Credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Mendelsohn è in grado di:

  • elaborare il progetto di ricerca
  • far validare il progetto di ricerca da un Comitato tecnico scientifico composto da docenti universitari
  • svolgere la ricerca esterna all’impresa (con centro di ricerca accreditato MIUR)
  • rendicontare i costi sostenuti
  • predisporre la documentazione di legge da tenere a disposizione per i controlli
  • assistere il vostro commercialista nella corretta stesura del bilancio 2017
  • vidimare il credito con revisore contabile che abbia i requisiti richiesti dalla legge

Nuovo Credito d'imposta per Ricerca e Sviluppo (2017)
Avvia subito il percorso per l'accesso al credito d'imposta

OK INIZIAMO

Scrivi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LASCIATI ISPIRARE!

Per avere sempre a portata di mail informazioni utili per sviluppare e innovare la tua impresa iscriviti alla nostra Newsletter:

Iscrizione