Con l’innovazione cresce l’agroalimentare italiano

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L’innovazione può generare una crescita di 15 miliardi di euro del giro d’affari dell’agroalimentare italiano, nei prossimi tre anni

La stima è dell’Osservatorio Deloitte per il settore agroalimentare, presentato alla Greenhouse di Milano. In Italia le aziende attive nell’agroalimentare sono circa 8.300, per un fatturato aggregato di circa 125 miliardi di euro e oltre 340.000 dipendenti.

Secondo Deloitte, dal 2012 al 2016 il fatturato del comparto è aumentato del 22%. In pole position i prodotti dietetici (+56%), seguiti da tè e caffè, ovvero tisane (+35%), e dalle conserve (+41%). “In un momento in cui il settore sta dando prova di forza e vitalità, per le aziende è tempo di cogliere le potenzialità prodotte dall’innovazione in ambito produttivo e distributivo, ma anche rinnovando l’attenzione nei confronti di un consumatore sempre più consapevole e attento alla qualità, capace di apprezzare prodotti rispettosi dell’ambiente”, spiega Eugenio Puddu, partner di Deloitte. Il cambiamento non è “rappresentato – aggiunge – solo dalle nuove tecnologie”, ma anche “dell’innovazione dei paradigmi”.

A partire dall’attenzione al consumatore, che può determinare una crescita del 22%-25% del fatturato, l’innovazione – secondo Deloitte – deve portare alla sinergia tra gli operatori, la quale favorisce un incremento di oltre il 36% dei ricavi, e non può prescindere dalla qualità dei beni, che porta un +40%. Deloitte ha individuato 72 ‘best in class’, che hanno registrato una crescita media del 19% nel quinquennio. Qualità, sostenibilità ambientale e tradizione made in Italy sono le caratteristiche vincenti di queste eccellenze, tra le quali, circa il 40% ha attivato una piattaforme per la vendita online o sta realizzando canali di vendita diretti. Il 90% ha attuato profondi cambiamenti nei processi di riorganizzazione.

(Fonte:ANSA)

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